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Vangelo del Giorno

News

Festa di Sant'Antonio di Padova 2020

Domenica 31 Maggio

Ore 19:00 Santa Messa con inizio tredicina

 

Venerdì 12 Giugno

Ore 16:30 Benedizione dei bambini ed omaggio floreale al santo, presso Piazzale Ibico

Ore 18:30 Santo Rosario a seguire Santa Messa, presso Piazzale Ibico

 

Sabato 13 Giugno - Festa di Sant'Antonio

SS. Messe ore 7:30 - 8:30 - 10:30 - 11:30, presso Piazzale Ibico

Ore 18:30 Messa prefestiva del Corpus Domini, presso Piazzale Ibico

 

Dopo la Santa Messa ci sarà un momento di preghiera rivolta a Sant'Antonio e benedizione con la reliquia del santo

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Indicazioni per partecipare alla Messa

Da Lunedi 18 maggio si potrà ritornare in chiesa con Ie precise disposizioni del Governo e deIIa Conferenza Episcopale italiana. Le Messe saranno celebrate neIIa chiesa parrocchiale con una capienza di 100 posti a sedere.

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Links Utili

Dal vangelo secondo Luca (17,7-10)

"Tutto è grazia", diceva un personaggio di Bernanos, per chi, come la Madonna, avverte profondamente che è Dio che "ha posato lo sguardo sulla sua piccolissima serva" (Lc 1,48).
L'umiltà è questo sguardo penetrante nella santità di Dio, questo essere affascinati dal suo Volto fino a ritenersi "poveri servi" (akréios in greco non significa "inutile" ma "miserabile", che non può vantare alcun diritto). Compito del servo è solo questo: fare quanto gli viene comandato. Gesù si riteneva tale nei confronti del Padre: Lui, il Figlio, "fa solo quello che il Padre gli ha comandato di fare" da quando "ha assunto forma di schiavo" (cf Gv 5,30; Fil 2,7).
È la fede che provoca in noi il senso della perfezione di Dio, il senso, come diceva Kierkegaard, "dell'esigenza infinita". Essa ci scopre un compito illimitato, ci aiuta a prendere coscienza della nostra impossibilità di portarlo a termine e - per colmo - la fede umile ci fa provare la gioia di questa inadeguatezza fino a pregare con San Francesco: Mio Dio, e mio Tutto! Io sono nulla. La gioia del cristiano è di scoprire che la potenza di Dio si rivela nella sua debolezza.
La gioia di essere servitore
Per Paolo la ricompensa più alta è annunciare gratuitamente il Vangelo (1Cor 9,18). L'apostolo è associato al ministero di grazia e di misericordia del suo Signore per il mondo. Origine del suo servizio è la fede, come esperienza personale di colui che lo ha amato e ha dato se stesso per lui (Gal 2,20). Per questo, a differenza del fratello maggiore, non è più nella logica del dare/avere, ma in quella del dono gratuito. L'amore sperimentato lo rende libero di servire come il suo Signore.

LA PAROLA PER ME OGGI
Non si può servire e amare gli altri solo per un periodo. Il servire è un'opera che bisogna vivere nella perseveranza. Se ancora non serviamo in questo modo, chiediamo al Signore la forza per farlo.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA
Signore Dio, insegnaci a vivere di fede. Fa' crescere il seme che hai deposto in noi il giorno del nostro battesimo, perché lavoriamo con tutto l'impegno, senza aspettare altra ricompensa che la gioia di poter essere al servizio di Gesù Cristo, tuo figlio e nostro Signore.

Preghiera