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Perdono d'Assisi

Mercoledì 1 Agosto

Pellegrinaggio penitenziale a piedi per Seminara alla Basilica Madonna dei poveri

Raduno ore 17:30 presso la nostra Parrocchia.

Partenza ore 18:00 dalla nostra Parrocchia.

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Capitolo II - L’umile coscienza di se'

1. L’uomo, per sua natura, anela a sapere; ma che importa il sapere se non si ha il timor di Dio? Certamente un umile contadino che serva il Signore e` piu` apprezzabile di un sapiente che, montato in superbia e dimentico di cio` che egli e` veramente, vada studiando i movimenti del cielo. Colui che si conosce a fondo sente di valere ben poco in se stesso e non cerca l’approvazione degli uomini. Dinanzi a Dio, il quale mi giudichera` per le mie azioni, che mi gioverebbe se io anche possedessi tutta la scienza del mondo, ma non avessi l’amore? Datti pace da una smania eccessiva di sapere: in essa, infatti, non troverai che sviamento grande ed inganno. Coloro che sanno desiderano apparire ed essere chiamati sapienti. Ma vi sono molte cose, la cui conoscenza giova ben poco, o non giova affatto, all’anima. Ed e` tutt’altro che sapiente colui che attende a cose diverse da quelle che servono alla sua salvezza. I molti discorsi non appagano l’anima; invece una vita buona rinfresca la mente e una coscienza pura da` grande fiducia in Dio. Quanto piu` grande e profonda e` la tua scienza, tanto piu` severamente sarai giudicato, proprio partendo da essa; a meno che ancor piu` grande non sia stata la santita` della tua vita.
2. Non volerti gonfiare, dunque, per alcuna arte o scienza, che tu possegga, ma piuttosto abbi timore del sapere che ti e` dato. Anche se ti pare di sapere molte cose; anche se hai buona intelligenza, ricordati che sono molte di piu` le cose che non sai. Non voler apparire profondo (Rm 11,20;12,16); manifesta piuttosto la tua ignoranza. Perche´ vuoi porti avanti ad altri, mentre se ne trovano molti piu` dotti di te, e piu` esperti nei testi sacri? Se vuoi imparare e conoscere qualcosa, in modo spiritualmente utile, cerca di essere ignorato e di essere considerato un nulla. E` questo l’insegnamento piu` profondo e piu` utile, conoscersi veramente e disprezzarsi. Non tenere se stessi in alcun conto e avere sempre buona e alta considerazione degli altri; in questo sta grande sapienza e perfezione.
3. Anche se tu vedessi un altro cadere manifestamente in peccato, o commettere alcunche´ di grave, pur tuttavia non dovresti crederti migliore di lui; infatti non sai per quanto tempo tu possa persistere nel bene. Tutti siamo fragili; ma tu non devi ritenere nessuno piu` fragile di te.

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