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Nostro Parroco eletto Custode Provinciale

Il nostro parroco Padre Giorgio Tassone è stato eletto Custode Provinciale di Calabria dei Frati Minori Conventuali.

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Un nemico da combattere

Dal vangelo secondo Luca (4,38-44)

SPUNTI DI RIFLESSIONE

Gesù opera un miracolo nella famiglia di Pietro. Pietro dovrà essere consolidato in maniera particolare nella fede, perché ha una missione speciale. Gesù gli guarisce la suocera, colpita da una forte febbre. Il Vangelo usa la rara espressione che Gesù «comandò» alla febbre di partirsene: la tratta come una potenza ribelle che deve riconoscere in lui il più forte e retrocedere. Gesù è il redentore degli infermi. Il peccato è la malattia che più rovina l'uomo. Gesù redime l'uomo dal peccato. Egli vede la malattia come un nemico da combattere. Darà ai suoi apostoli il potere di guarire gli infermi. Tutto l'uomo è opera di Dio, corpo e anima; perciò anche tutto l'uomo, corpo e anima, dev'essere guarito da Cristo e partecipare con Cristo agli splendori della gloria.

Liberi per il bene
La malata giace a letto. Come un medico, Gesù si pone vicino al suo capo. Chinatosi sopra di lei: alla febbre viene rivolta la stessa parola di comando che era stata rivolta al demonio. Ed è efficace. Immediatamente subentra la guarigione. Nulla può opporsi alla parola di Dio pronunciata da Gesù.
All'inizio del vangelo di Luca questo miracolo, un piccolissimo segno (si tratta di una semplice guarigione dalla febbre) ha un grandissimo significato che fa da chiave interpretativa per tutti i miracoli che seguono.
Se la potenza della sua Parola vince oggi il male, una volta liberati dal male, si è finalmente liberi per il bene che è il "servizio".

LA PAROLA PER ME OGGI

Gesù è venuto per renderci come Lui, capaci di servire. Liberati dal male siamo liberi per il bene, che è amare con i fatti e in verità. La suocera di Pietro ha servito Gesù e i discepoli, tu oggi cosa puoi fare?

Gesù libera e guarisce

La grandezza dell'umiltà

Dal vangelo secondo Matteo (23,1-12)

SPUNTI DI RIFLESSIONE

I Farisei sono dei santi che hanno giocato tutta la propria vita sulla legge di Dio e vivono di conseguenza. Solo che pensano che quella santità gli dia anche qualche diritto dinanzi a Dio: essi possono appellarsi ai propri meriti! Ma ciò fa crollare tutto, perché in tal modo non potranno più accogliere Dio come un dono gratuito e aprirsi all'accoglienza del suo Messia, per quanto ciò possa magari sconvolgere le loro concezioni. Se Gesù è tanto duro con essi è perché in fondo li ammira, ma è deluso al vederli sciupare in quel modo la loro santità.
Non si è in grado di accogliere la verità di Dio che accettando la propria verità di creatura; ciò richiede rinuncia ad ogni pretesa e ambizione umana. La rinuncia a se stessi permette di essere aperti verso gli altri, di accogliere Dio e i propri fratelli. La conoscenza, principio della vita cristiana, non è comunicata da Dio che a coloro che accettano di essere "piccoli", umili, sull'esempio e il precetto del Cristo. Umiltà vuol dire rinuncia cosciente a voler essere grandi e importanti agli occhi degli uomini, all'onore, a ogni stima, riconoscimento, potenza; umiltà vuol dire, desiderio di nascondimento, di passare inosservati.

LA PAROLA PER ME OGGI

Il pensiero del Padre Celeste e di Cristo, maestro e guida, è di impedire ai discepoli qualsiasi aspirazione all'ambizione. Anch'io, come discepolo di Gesù, con l'aiuto della Mamma, la "tutta-umiltà", voglio rinunciare all'autoaffermazione, agli onori e alle gratificazioni, preferendo il servizio e le piccole umiliazioni di questo giorno.

gesù

Entrare nel Regno di Dio è una grazia

Dal vangelo secondo Matteo (19,23-30)

SPUNTI DI RIFLESSIONE

La povertà non è soltanto un consiglio, ma diventa un ordine, quando i beni ostacolano. A riguardo delle ricchezze, anche legittime i vangeli insegnano: Gesù ha messo in guardia gli uomini contro l'ostacolo delle ricchezze per chi vuole entrare nella vita.

Si tratta di un insegnamento di Gesù rivolto ai discepoli, vivacemente espresso in una solenne massima (il cammello e l'ago). Con un paradosso viene affermata l'assoluta impossibilità che un uomo attaccato alla ricchezza giunga al porto della vita eterna. La ricchezza è intesa qui come realtà in cui l'uomo ripone sicurezza, come polo decisionale alternativo all'adesione totale a Gesù, in stretta antitesi con l'essere suo discepolo. Matteo, seguendo il testo di Marco aggancia questo tema a quello analogo ma più vasto della difficoltà di salvarsi. Non si tratta più della categoria dei ricchi, ma di tutti gli uomini. La domanda dei discepoli ha il solo scopo di inserire un altro detto del maestro, in origine indipendente da questo contesto: Dio può fare ciò che all'uomo è impossibile. La salvezza non è conquista autonoma dell'uomo, ma realizzazione divina. Trascende le possibilità e le risorse puramente umane e rientra nelle possibilità della grazia e del dono del Signore.

il cammello e l'ago

Trasfigurazione del Signore

Dal vangelo secondo Matteo (17,1-9)

LA PAROLA PER ME OGGI
Molti tra noi non sanno più sopportare né il silenzio né la solitudine, mentre la voce di Dio è così sottile che non possiamo udirla che nel silenzio. In questa giornata, festa della Trasfigurazione del Signore, voglio prepararmi ad un incontro cuore a cuore con Gesù-Parola e Eucaristia, nella solitudine e nel silenzio.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA
Padre, la potenza del tuo Spirito spezzi la nostra sufficienza, perché diventiamo capaci di vedere e accettare il volto dell'Amore da sempre chinato sul mondo, il volto del tuo Figlio che oggi si rivela a noi nel suo splendore, non più velato. Insegnaci ad ascoltare la sua Parola perché i nostri volti ne siano illuminati e divengano liberi e fraterni, splendenti di luce e di riconoscenza.

Trasfigurazione del Signore

Gesù cammina sul mare

Dal vangelo secondo Matteo (14,22-36)

LA PAROLA PER ME OGGI
L'avventura di Pietro è quella di ogni uomo: se guardiamo le nostre paure le nostre difficoltà affondiamo; se guardiamo Gesù e la sua promessa camminiamo. Anche oggi siamo chiamati a scegliere tra i nostri "fantasmi", le nostre paure e la sua mano tesa per afferrarci.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA
Sostieni la nostra debolezza, Signore, quando le difficoltà della vita ci fanno vacillare. Quando il vento è contrario e tutto sembra mettersi contro di noi, vieni in nostro aiuto nella persona di colui che solo può salvarci, Gesù Cristo tuo Figlio e nostro Signore.

Gesù cammina sul mare

Perdono d'Assisi

PERDONO DI ASSISI
2 AGOSTO
SANTA MARIA DEGLI ANGELI ALLA PORZIUNCOLA
Quella notte in cui Cristo apparve a san Francesco che pregava in Porziuncola

All'origine della «Festa del Perdono» c'é un episodio della vita di san Francesco. Una notte del 1216, era immerso nella preghiera alla Porziuncola. All'improvviso entrò una luce fortissima e Francesco vide sopra l'altare il Cristo e alla sua destra la Madonna e gli Angeli. Gli chiesero che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta fu immediata: «Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego di concedere ampio e generoso perdono». La sua richiesta fu esaudita così da quell'anno, dopo aver ricevuto il permesso dal Pontefice Onorio III, il 2 Agosto si celebra la «Festa del Perdono» a Santa Maria degli Angeli ma anche in tutte le parrocchie e le chiese francescane. E' concessa l'indulgenza a chi si comunica, si confessa e prega per il Papa.

Dal mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente si può ottenere, una sola volta l’indulgenza plenaria della Porziuncola.

CONDIZIONI PER RICEVERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI,
(per sé o per i defunti)
· Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
· Partecipazione alla Messa e Comunione eucaristica;
· Visita alla chiesa della Porziuncola in Assisi, o ad una chiesa parrocchiale, o ad una chiesa francescana dove si rinnova la professione di fede, mediante la recita del CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana;
· La recita del PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
· Una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

Perdono di Assisi

Il granellino di senapa

Dal vangelo secondo Matteo (13,31-35)

LA PAROLA PER ME OGGI
Mi impegno a dare più fiducia a Dio, Signore della storia e del creato, il quale si manifesta nella grandezza e nella gloria come anche nella piccolezza e nella semplicità. Mi impegni inoltre a dare fiducia agli altri, nonostante le umili apparenze, sapendo che ogni ogni uomo è la gloria del Dio Vivente.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA
Buon Gesù, dammi ideali grandi che respirino l'alta quota e mani piccole che raggiungano tutti gli anfratti della vita. Purifica il mio cuore dalla paura di non essere capace, perché il segreto delle più grandi realizzazioni non è tanto nella mia piccolezza quanto nella tua immensa grandezza che riempie e dilata infinitamente la mia piccolezza.

Il granellino di senapa

Il tesoro nascosto

Dal vangelo secondo Matteo (13,44-52)

LA PAROLA PER ME OGGI
Le due prime parabole vogliono dimostrare come la presenza di Gesù offra un'occasione unica di «fare fortuna» perché, credendo al messaggio di Gesù, l'incomparabile ricchezza del regno di Dio, che supera ogni valore terrestre, sarà data a colui che per essa offre con gioia tutto ciò che possiede. Chi non approfitta di quest'unica occasione è davvero uno stolto. Dunque: non basta cercare e trovare: occorre decidere. Chi vuol tenere il piede in due scarpe, non cammina.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA
O Padre, fonte di sapienza, che ci hai rivelato in Cristo il tesoro nascosto e la perla preziosa, concedi a noi il discernimento dello Spirito, perché sappiamo apprezzare fra le cose del mondo il valore inestimabile del tuo regno, pronti ad ogni rinunzia per l'acquisto del tuo dono.

Il tesoro nascosto

Venite a me... e io vi ristorerò

Dal vangelo secondo Matteo (11,28-30)

LA PAROLA PER ME OGGI
Dio è umile! Noi potremo incontrare Dio soltanto avvicinandoci alla sua umiltà: noi dobbiamo scendere (e ne abbiamo mille motivi!) e, nel discendere, troveremo la sorpresa di incontrare Dio, perché Dio è umiltà. È un viaggio che sei chiamato a fare: ne vale la pena, perché si tratta di poter incontrare Dio!

LA PAROLA SI FA PREGHIERA
Signore, gli uomini mi possono togliere tutti i miei averi e il mio onore, le malattie mi possono togliere le forze, con il peccato posso perdere la Tua grazia; ma non perderò mai la fiducia in Te. C'è chi cerca felicità nella ricchezza, chi nell'intelligenza o nella sicurezza di vita, o nelle opere buone e le molte preghiere. La mia unica fiducia è il fatto che ho fiducia, una fiducia che non ha mai ingannato nessuno (San Claudio de la Colombière).

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò

Non abbiate timore

Dal vangelo secondo Matteo (10,24-33)

LA PAROLA PER ME OGGI
Il ritornello «non temete» (o «non preoccupatevi») significa innanzitutto che noi siamo effettivamente in preda alla paura. Questo è il punto di partenza da riconoscere. Ma non deve essere il punto di arrivo. Diversamente si rinuncia fin dall'inizio a ogni cammino. la paura fa fare ciò che si teme; solo la fiducia fa fare ciò che si desidera. Imparalo meglio oggi guardando la Mamma Celeste.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA
O Dio, nostra forza, liberaci dalla paura che ci impedisce di proclamare sui tetti quello che tu ci dici nel segreto. E poiché il tuo amore ci rende preziosi ai tuoi occhi, proteggici e rafforza la nostra fede. Allora avremo il coraggio di rendere una testimonianza leale di fronte agli uomini, per essere riconosciuti un giorno davanti a te da Gesù Cristo, tuo figlio e nostro Signore.

uccellini Abbraccio di Gesù

Andate, predicate che il regno dei cieli è vicino

Dal vangelo secondo Matteo (10,7-15)

LA PAROLA PER ME OGGI
La nostra professione di fede in Dio non è credibile se la nostra vita non lo testimonia. Le nostre comunità sono luoghi dove gli uomini possono trovare il riposo e la pace? Sono io stesso un uomo radiante di pace? Bisogna assolutamente che io lasci entrare in me, ancora di più, il lieto messaggio di Dio: Dio è vicino a noi e ci considera con una infinita benevolenza.

LA PAROLA SI FA PREGHIERA
Signore Gesù, dopo aver dato ai tuoi apostoli un potere straordinario, hai affidato loro una missione limitata ai confini ristretti del loro paese. Insegna ai tuoi discepoli a non voler decidere da sé la propria missione, e aiutali a far fruttificare i tuoi doni con umiltà ed efficacia, là dove tu vuoi che lavorino.

Gesù e i discepoli

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